Feromoni nel gatto- Cosa sono?

Nei carnivori i feromoni sono escreti da differenti strutture ghiandolari distribuite nell’epidermide e nelle mucose attorno agli orifizi naturali. Le principali strutture secernenti nel gatto sono le ghiandole sebacee poste nel solco intermammario, le ghiandole periorali (diffuse nel mento, nelle labbra, nella cute del viso nei pressi delle vibrisse e delle guance fino ad arrivare alla zona di cute glabra posta a livello delle tempie), le ghiandole anali (che comprendono le ghiandole epatoidi, le ghiandole sebacee poste nella parte cutanea dell’ano, la mucosa rettale e i sacchi anali), le ghiandole sopracaudali (poste sulla faccia dorsale della base della coda, sembra che la loro attività sia strettamente legata alla secrezione degli steroidi sessuali tanto che l’intervento di orchiectomia o di ovariectomia comporta una notevole riduzione della secrezione feromonale), le ghiandole sottocaudali (poste sulla faccia ventrale della base della coda che, anche se poco sviluppate, sono lungamente esplorate durante le interazioni) e le ghiandole podali (diffuse nei cuscinetti plantari e nella cute della regione interdigitale). Inoltre è possibile evidenziare la presenza di feromoni presenti in soluzione nel liquido amniotico (definiti “di adozione”), nella saliva, nell’urina (marcature urinarie) e, secondo P. Pageat, nelle feci.

 

Solo pochissimi feromoni sono stati, a oggi, identificati e collegati a una precisa funzione comportamentale. Anche per quanto riguarda il gatto, i feromoni evidenziati sono stati classificati riguardo alle strutture secernenti e in ragione della loro azione. Riconosciamo quindi feromoni di adozione, di appagamento, di “strutturazione del territorio”, di allarme e sessuali. Alla nascita, il gattino è ricoperto da un feromone disciolto nel liquido amniotico che persiste per circa tre giorni e provoca l’attaccamento della madre al piccolo. Questo feromone definito “di adozione” può innescare le cure maternali anche in una gatta (appartenente al gruppo “sociale”) che non ha partorito poiché nella specie felina i piccoli sono spesso allevati “in nursery”.

Dal terzo – quarto giorno successivo alla nascita, nella femmina allattante le ghiandole sebacee della linea intermammaria secernono feromoni definiti “di appagamento”, le Apaisine, che nel gatto sono chiamate C.A.P. (Cat Appeasing Pheromone). Queste secrezioni favoriscono la nascita del legame di attaccamento tra il gattino e la madre.

 

Il gatto, attraverso la deposizione dei feromoni secreti dalle ghiandole periorali, dalle ghiandole poste nella cute della regione interdigitale e contenuti nelle marcature urinarie “struttura” l’ambiente in cui vive suddividendolo in numerose zone chiamate campi territoriali collegati tra loro da percorsi “invisibili” definiti sentieri. I feromoni contenuti nel secreto di alcune ghiandole sebacee presenti nella parte laterale del viso comprendono più frazioni e sono deposti attraverso lo sfregamento a partire dalla commessura labiale fino alla zona di cute glabra posta a livello delle tempie. Le marcature olfattive agiscono principalmente sull’individuo che le ha emesse: sono deposte, infatti, su oggetti “esplorati” e “quindi considerati non pericolosi”, sugli individui appartenenti al gruppo sociale e su substrati verticali (poco prima dell’emissione di una marcatura urinaria durante il comportamento sessuale). Le marcature urinarie non legate al comportamento di corte, sono realizzate all’incrocio tra un campo territoriale e un sentiero.

 

I feromoni escreti dalle ghiandole interdigitali sono deposti durante l’effettuazione delle graffiature e delimitano principalmente i campi di isolamento (ad esempio le zone di riposo) e di eliminazione.

I feromoni “di allarme” agiscono sia sull’individuo sia li ha emessi sia sui congeneri. Sono deposti in occasione di uno stress violento (ad esempio durante una visita sanitaria) e sono secreti da ghiandole poste a livello dei cuscinetti plantari e dei sacchi anali. La percezione di questi feromoni provoca sia nei conspecifici sia in animali appartenenti a specie differenti (ad esempio il cane) l’evitamento della zona marcata, tachicardia – tachipnea, midriasi e tremori. Inoltre i feromoni di allarme emessi dalle ghiandole presenti a livello dei cuscinetti plantari sono “legati” a una proteina dotata di elevata adesività. È necessario detergere accuratamente il tavolo da visita e il trasportino con acqua calda e sapone neutro in modo da eliminarli in modo definitivo, altrimenti durante la visita successiva o in seguito all’introduzione nel trasportino dopo qualche tempo, lo stato emozionale del gatto sarà immediatamente perturbato.

 

Negli anni ’90, grazie agli studi effettuati da Pageat sulla relazione esistente tra i feromoni facciali F3 e le marcature urinarie, nasce la feromonoterapia. Inizialmente i feromoni facciali erano raccolti grazie allo sfregamento con garze sul viso del gatto e collocati laddove erano presenti le marcature urinarie.

Il Medico Veterinario può avvalersi della feromonoterapia senza l’ausilio farmacologico oppure in associazione a psicofarmaci. In occasione dell’adozione del gattino, della tinteggiatura delle mura domestiche, di un trasloco, di una vacanza in albergo o in appartamento, dell’inserimento di un nuovo animale, della nascita di un bambino o dell’arrivo di un ospite è possibile utilizzare i feromoni facciali d’identificazione frazione F3 (diffusore) collocandoli nella stanza maggiormente frequentata dal gattino/ gatto adulto. Il prodotto dovrà essere lasciato in sede giorno e notte.

Durante la visita veterinaria i feromoni potranno essere vaporizzato sul tavolo (dopo averlo deterso con acqua e sapone) circa venti minuti prima dell’arrivo del paziente. Questa operazione può essere realizzata mentre il Medico Veterinario termina la visita precedente. Inoltre, è possibile vaporizzare i feromoni anche nel trasportino prima di ogni viaggio in automobile. Il prodotto deve essere applicato nel trasportino (una o due spruzzate) all’aria aperta (in modo da favorire l’evaporazione del solvente alcolico) circa venti minuti prima di inserire il paziente. È consigliabile

vaporizzare i feromoni anche nell’automobile, nei presi del luogo dove sarà deposto il trasportino. Al rientro a casa il trasportino dovrà essere lavato con acqua e sapone neutro e lasciato nell’abitazione, aperto a disposizione del gatto. Così facendo il gattino non vi assocerà “un’esperienza terribile” e i viaggi non si trasformeranno in “un rodeo”.

Trentovet è una struttura “cat friendly”, ovvero separa l’ambiente felino al fine di ridurre il più possibile sia il contatto visivo che il contatto “di ormoni”. Questo significa avere una sala visita per gatti e una sala visita per cani, ma anche e principalmente una sala d’attesa solamente per i gatti e una solamente per i cani.

In caso di necessità, utilizziamo feromoni tranquillizzanti in spray o sottoforma di diffusori continui per rendere l’ambiente più confortevole possibile.

Per qualsiasi informazione non esitare a contattarci al numero 04611840085 oppure scrivendoci all’indirizzo info@trentovet.it oppure sulla nostra pagina facebook.

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