SHAR PEI

La razza canina del giorno è particolare e comincia ad essere molto conosciuta ed apprezzata anche qui da noi, lo Shar pei, un cane appartenente al gruppo 2 dei molossoidi e cani da montagna.

Shar pei

Lo Shar pei è un cane antichissimo, tanto che non si hanno notizie certe sulle sue origini. Era particolarmente diffuso nella province del mare della Cina dove veniva usato come cane da combattimento. Oggi, invece, lo Shar pei è un cane di gran moda, richiestissimo come animale da compagnia, molto diffuso negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

shar pei

Lo Shar pei è un cane robusto, solido e compatto, dal pelo molto corto. La testa è grande rispetto al corpo con un cranio largo e piatto e lo stop poco accentuato. La particolarità di questa razza sono le rughe abbondanti e fini che ricoprono la testa, prolungandosi verso il basso a formare delle pieghe che ricoprono tutto il corpo. Gli occhi sono piccoli e infossati, di colore nero o bruno. Le orecchie sono molto piccole, triangolari. Il pelo è grossolano, molto corto e dritto, con durezza particolarmente evidente. Il colore del mantello può essere nero, bruno, focato, beige o crema. Questa razza al garrese arriva a misurare dai 40 ai 54 cm.

Lo Shar pei è un cane dolcissimo con il padrone e i famigliari, piuttosto riservato con gli estranei, senza tuttavia essere aggressivo. Per i bambini è un buon compagno ma è in grado anche di fare la guardia se necessario.

La pelle rugosa dello Shar pei è stata selezionata per l’alta resistenza che offriva nei combattimenti e questo lo si riscontra nel suo carattere. Lo Shar pei, infatti, può risultare davvero pericoloso in caso di scontro con un altro cane, anche se difficilmente sarà lui a cominciarla. La cute così ricca di pieghe, tuttavia, porta lo Shar pei a soffrire spesso di dermatiti, la patologia più comune in questa razza. Altre patologie che possono colpire questa razza riguardano gli occhi, come entropion e cherry eye, la displasia dell’anca e ipotiroidismo.

Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci.

Leave a Comment